Milan – Conte al Milan in estate, ci sono anche i requisiti


Nelle ultime settimane si parla di un possibile approdo di Conte al Milan: ad un primo sguardo, le percentuali che il trasferimento si verifichi ci sono
Il futuro di Vincenzo Montella è legato indissolubilmente ai prossimi risultati. Le tre sconfitte consecutive ed il pareggio contro l’AEK Atene, al termine di una partita tutt’altro che emozionante, certificano lo stato di salute precaria della squadra rossonera, dalla quale Fassone e Mirabelli attendono una reazione.

CONTE AL MILAN A GIUGNO? – Qualora con Genoa, Chievo e Juventus non arrivassero risultati positivi, allora l’esonero di Montella apparirebbe l’unica via d’uscita. Cavalcando quest’ipotesi, non sarebbe da escludere la scelta di Gattuso come traghettatore (leggi qui le ultime), in attesa del grande nome che i più indicano in Antonio Conte. L’attuale tecnico del Chelsea sta faticando oltremodo ed il 3-3 con la Roma, dopo due sconfitte consecutive in Premier, testimoniale difficoltà, acuite dall’intesa mai scoppiata con la dirigenza nonostante il trionfo del primo anno.

DIETROLOGIE – Conte si sposerebbe appieno al progetto Milan, con la speranza che i risultati da qui ai prossimi mesi subiscano un’inversione positiva, anche per affinità di percorsi con il suo recente passato. Nel 2011 il tecnico pugliese sceglie la Juventus, reduce da due settimi posti, e la porta a vincere il Campionato al primo anno, prima di aprire un ciclo di successi. Discorso analogo nel 2015 ecco il Chelsea, reduce da un decimo posto l’anno precedente: l’impresa di Conte sembra proibitiva ma, nei momenti di maggiore difficoltà di una squadra, l’ex bianconero tira fuori il massimo dalla squadra e la conduce a vincere la Premier. Discorso analogo (bis) con la Nazionale, trascinata sino alle semifinali di un Europeo in cui l’Italia non partiva con i favori del pronostico. Ciò che serve al Milan è un trascinatore che si faccia carico dei problemi della squadra. E le parole di Beckham in merito a Conte non sono altro che la conferma:

«Mi piace guardarlo, vederlo sulla linea di fondo è intrattenimento. Eppure si può vedere come i suoi giocatori lo rispettino, per ciò che ha fatto in passato come calciatore e oggi per essere un bravo allenatore. Lo rispettano anche i tifosi, penso che apprezzino la sua passione. A chi non piacerebbe avere un allenatore così. Vorrei sempre andare a vederlo, perché è speciale».
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