Milan – Paquetà, un mix di grandi campioni in un calcio moderno: da Kakà a Ronaldinho

Non mancano gli accostamenti ai grandi campioni del passato per Paquetà, giovane promessa da poco rossonera

Considerato il talento più promettente del panorama brasiliano dopo la partenza dell’ex compagno Vinicius Jr. verso Madrid, Paquetà mette in mostra le chiare intenzioni del nuovo Milan di Leonardo, supportato economicamente dal fondo Elliot. 35 milioni di euro (più bonus) per quello che molti considerano un grande affare per il futuro e per il presente, a dispetto di altri grandi club europei questa volta rimasti soltanto a guardare. Cresciuto nelle giovanili del Flamengo, dove approdò a 8 anni, il ragazzo ha debuttato in prima squadra nel 2016 fino a diventarne rapidamente il punto di riferimento grazie a una tecnica sopra la media, un sinistro capace di disegnare dribbling anacronistici, oltre alle eleganti movenze degne della tradizione dei migliori numeri 10 brasiliani. In patria già lo amano, non è un caso l’investitura di due fuoriclasse come Ronaldinho e Neymar.  Le immagini delle sue giocate e dei gol segnati  con la maglia del Flamengo (17 in 87 presenze) non lasciano spazio a dubbi: l’eleganza dei movimenti ricorda un po’ Kakà mentre la capacità di saltare l’uomo con improvvisi cambi di direzione rimandano a Ronaldinho e a quelle giocate splendide che tanto fecero divertire prima il Barca e poi il Milan.

VOTATO ALL’ATTACCO- Nel Milan difficile pensare di vederlo impiegato da Gattuso come mezz’ala o come esterno d’attacco, magari all’occorrenza ma il ragazzo ha già espresso il proprio pensiero in merito alla posizione di partenza: «La mia posizione preferita è al centro, da classico trequartista. Iniesta? il giocatore a cui mi sono sempre ispirato». Non uno qualsiasi dunque ma un centrale di centrocampo votato all’attacco che per forza di cose dovrà portare Gattuso ad una variazione di modulo, ovviamente a tempo debito. Paquetà rappresenta ciò che mancava al Milan, senza nulla togliere a Biglia cresciuto molto ultimamente soprattutto in fase difensiva. Con un cambio di modulo (4-2-3-1) si potrebbero sfruttare le potenzialità di entrambi senza rischiare di dover relegare qualcuno in panchina.

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