Patto d’Acciaio

Patto d’Acciaio

Sarri e la Juve hanno firmato l’accordo che cambia la storia recente dei bianconeri per stile di gioco e immagine internazionale del brand. E’ partito così il nuovo assalto alla Champions

80 anni dopo la nascita del “Patto d’Acciaio” che sanciva l’obbligo tra Italia e Germania nel fornire reciproco aiuto in caso di situazioni internazionali che mettessero a rischio i propri “interessi vitali”, un altro accordo simile coinvolge due superpotenze europee, questa volta in ambito calcistico: la Juventus e Maurizio Sarri han messo, nella giornata di ieri, nero su bianco le firme sul loro futuro.

Mai più – Ma come sarà questo futuro? Quale sarà l’abito che il tecnico toscano cucirà per il suo ex miglior nemico? Se parliamo di Sarri e di abiti, sicuramente viene in mente la tuta. La tuta, impregnata dell’odore di sigarette fumate con veemenza tra un cambio di gioco e un altro, tra un richiamo alla difesa alta e un raddoppio in caso di inferiorità, tra un passaggio del mediano e uno dell’esterno per incantare gli esteti prima, per far segnare Ronaldo poi. Si capisce bene già da questo giorno 0 di Sarri alla Juve come la rivoluzione non sia squisitamente tecnica, ma filosofica: mai più liti con gli opinionisti TV per giustificare un gioco balbettante, mai più Dybala a centrocampo che si mette sullo stesso piano del mediano per aiutarlo a fluidificare la manovra, mai più sbadigli per le tribune dell’Allianz. Mai più tante cose, forse mai più così pragmatici come quei cannibali che hanno vinto 8 scudetti in 8 anni.

Presentimenti – Allegri ne aveva coscienza già 30 giorni fa, quando nell’ultima conferenza prima dell’addio (che potete leggere integralmente qui) sbottava così: “Ci sarà un motivo se qualcuno vince sempre e altri no. Ora io vi farei un esempio, ma non ve lo faccio altrimenti viene giù tutto”. 30 giorni dopo, capiamo lo sfogo di Max come capiremmo quello di un ragazzo che è stato lasciato dalla fidanzata per uno più gradevole esteticamente, ma forse meno capace di vivere le situazioni affrontandole di conseguenza.
Dovremo aspettare un anno per conoscere le conseguenze di questo cambio epocale, per sapere se alla fine poi, Maurizio Sarri è veramente quel burbero metodista che conosce solo una verità (la sua) o si adatterà al solito motto della Juventus. Solo un anno, e poi sapremo cosa ci sarà scritto su quella maglietta: il solito ridondante cliché o forse, chissà…coccarde più prestigiose.

Il retromaglia bianconero

Fonte foto: Getty Images

Renato De Filippi

L’articolo Patto d’Acciaio proviene da Passione del Calcio.

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