Chelsea: una squadra di prospettiva

Chelsea: una squadra di prospettiva

L’avvio di stagione dei Pensioners non è stato esaltante: il progetto a lungo termine tracciato dalla società, impone a Lampard di far crescere pazientemente i tanti giovani presenti in rosa

Il Chelsea sabato scorso ha festeggiato il primo successo in gare ufficiali della gestione Lampard grazie al 2-3 ottenuto a Carrow Road contro il Norwich con le reti di Mount e Abraham (doppietta). La conquista dei tre punti è stata fondamentale per allontanare i primi segnali di malumore e di crisi: i blues erano reduci da due sconfitte e un pareggio in Premier League e da un k.o. ai calci di rigori contro il Liverpool in Supercoppa Europea.  

Ritenere che le difficoltà siano ormai alle spalle sarebbe comunque un errore.  

Il tecnico dei Pensioners dovrà lavorare alacremente per migliorare i meccanismi della retroguardia, ancora incline a facili -quanto gravi- amnesie (nove reti subite in quattro uscite), e avrà il dovere di far crescere non solo dal punto di vista tecnico-tattico ma anche psicologico i numerosi ragazzi di cui si compone la rosa.  

L’undici titolare schierato contro i Canaries è stato il più giovane degli ultimi 25 anni (età media di 24 anni e 208 giorni): non è un caso.  

Il diktat presidenziale è ormai noto: Abramovič  ha rinunciato ad una politica basata su esborsi faraonici e bilanci in perenne saldo negativo. Coadiuvato dalla direttrice esecutiva Marina Granovskaia, il magnate natio di Samatov è diventato alfiere della “razionalizzazione delle spese”.  

L’obiettivo primario della riduzione del monte ingaggi sta prendendo forma attraverso la cessione di giocatori affermati e l’acquisizione e valorizzazione di talenti in rampa di lancio. Il blocco del mercato inflitto dalla FIFA (fino a luglio 2020) per violazioni sulla normativa del tesseramento di minorenni ha contribuito a far sì che la società del sud ovest di Londra puntasse non su giovani di altri club (Pulisic è stato prelevato dal Borussia Dortmund prima della sanzione -nel gennaio 2019- e poi lasciato in prestito semestrale ai gialloneri) ma su quelli del proprio settore giovanile, uno dei più forti del panorama internazionale. 

Il Chelsea F.C. Academy, composto da calciatori Under18, dalla stagione 2014/15 ha sollevato al cielo undici trofeiMount e Abraham -marcatori nella sfida contro il Norwich- e i già noti Christensen, Loftus Cheek e Hudson Odoi sono emblema della qualità del vivaio dei blues. 

A Lampard spetta un ambizioso e -comprensibilmente- lungo lavoro: trasformare ragazzi “a chilometro zero” in campioni.

Good luck Frank! 

Paolo A.G. Pinna 

Fonte foto: Sky Sport 

L’articolo Chelsea: una squadra di prospettiva proviene da Passione del Calcio.

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