Una settimana nel pallone: il meglio e il peggio del calcio da zero a dieci

Una settimana nel pallone: il meglio e il peggio del calcio da zero a dieci

Quattordicesima puntata della rubrica dedicata a statistiche, curiosità e stranezze: dal pessimo inizio di stagione di Kean alla clamorosa gaffe di Bale passando per le nobilissime iniziative contro la violenza sulle donne e il razzismo. Scoprite i protagonisti e i momenti che resteranno indelebili

Zero: le reti siglate da Moise Kean in undici gare disputate con l’Everton. Il 19enne, ceduto dalla Juventus per 27,5 mln. € (più bonus), è stato inserito dal Daily Star nella flop 11 dei primi tre mesi di Premier League. In questa formazione tutt’altro che ideale figura anche Nicolàs Pepè, accasatosi il 1° agosto all’Arsenal per 80 mln. € dopo aver sedotto e abbandonato il Napoli. Elogio allo spreco.

Uno: il minuto di gara – il primo – in cui il gioco è rimasto fermo in ogni incontro di Eredivisie ed Eerste divisie (prima e seconda divisione olandese). La Federcalcio dei Paesi Bassi (KNVB) ha preso questa decisione per sottolineare l’impegno nel contrasto al razzismo. Il problema è globale, combatterlo è un dovere di tutti. Applausi

Due: le Copa Libertadores vinte dal Flamengo. L’ultima – alzata al cielo sabato all’ Estadio Monumental “U” di Lima – è arrivata a 38 anni di distanza dalla prima e ha certificato l’ottima stagione del Mengão allenato da Jorge Jesus (secondo tecnico non sud americano a conquistare il titolo). Il match winner è stato Gabriel Barbosa, autore di una doppietta (89’ e 92’) decisiva per ribaltare il vantaggio iniziale del River Plate. Il 23enne al momento dell’ingresso in campo delle squadre ha sfidato la scaramanzia decidendo di toccare il trofeo. Campioni col brivido.

Tre: i punti guadagnati da Jose Mourinho all’esordio sulla panchina del Tottenham (2-3 al West Ham). In Premier League gli Spurs non vincevano in trasferta dal 20 gennaio (1-2 al Fulham). L’umiltà, parola chiave durante la conferenza stampa di presentazione, potrebbe rivelarsi l’arma vincente per tornare Special. Nuovo mantra.

Quattro: le gare consecutive saltate per problemi al polpaccio da Gareth Bale in Liga. Lo stupore della Casa Blanca è stato grande quando il classe ‘89 ha accettato la convocazione del Galles e ha giocato da titolare entrambe le gare della selezione, per un totale di 148 minuti. Martedì scorso, dopo la qualificazione ad Euro2020, l’ala sinistra si è fatta ritrarre con un inequivocabile striscione “Galles. Golf. Madrid. In questo ordine”. Non sorprendono i fischi assordanti e gli ironici cartelli che il Bernabeu gli ha riservato sabato. Sprovveduto

Cinque: i principali responsabili (CallejonMertensInsigneAllan e Koulibaly) dell’ammutinameno della rosa del Napoli dopo l’incontro con il Salisburgo del 5 novembre. De Laurentiis nei loro confronti ha applicato una multa pari al 50% dell’ ingaggio; per tutti gli altri giocatori la sanzione si aggirerà intorno al 25%. La somma complessiva che verrà sottratta dalle buste paga è circa 2,5 mln. €. Alcune fonti rivelano che il patron stia pensando di presentare in tribunale anche una causa per lesione di immagine. Volano gli stracci e i milioni.

Sei: le ore complessive (dalle 17 alle 23) in cui lunedì l’Allianz Arena, roccaforte del Bayern Monaco, è stata illuminata di arancione. La società bavarese ha aderito al movimento femminile “ZONTA Says NO” in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Un “rosso” alla violenza. 

Sette: i giocatori usciti anzitempo dal campo nei tre anticipi di sabato. Bernadeschi (trauma al torace), de Ligt (sublussazione alla spalla) e Douglas Costa (lesione del muscolo semi tendinoso della coscia destra) hanno dato forfait in Atalanta-JuventusInsigne (contusione al gomito destro) e Rebic (botta alla caviglia) – titolare in virtù dei problemi intestinali accusati da Suso nel pre gara – in Milan-NapoliBelotti (contusione al fianco) e Barella (distacco di un frammento cartilagineo della rotula) in Torino-Inter. Maledizione – ritardata – della nazionale.

Otto: i giocatori atalantini che hanno sbagliato almeno un rigore in tre anni di gestione Gasperini. Il primo della storia fu Paloschi contro il Cagliari (18 settembre 2016); l’ultimo è stato Barrow nella sfida con la Juventus. Gomez è primatista per errori totali (tre), seguito da Ilicic (due). Il vero problema dei bergamaschi non sono i penalty ingiustamente – secondo il tecnico nerazzurro – non concessi dall’arbitro ma tutti quelli finora sprecati. Correggete il tiro.

Nove: gli incontri tra Lecce e Cagliari al Via del Mare. L’ultimo (terminato 2-2) – andato in scena lunedì – è stato contraddistinto da emozioni forti: Lapadula ha dato il via alla rimonta dei salentini (completata in otto minuti, dall’83’ al 91′) ma è stato anche protagonista di un faccia a faccia con Olsen costato ai due l’espulsione diretta. Comica la simulazione messa in scena da entrambi (in particolare dal portiere rossoblù) dopo il contatto. Tutti giù per terra.

Dieci: i milioni annui versati da PUMA al Borussia Dortmund fino a questa stagione. Bild e Kicker riferiscono che le due società giovedì scorso hanno prolungato il legame per altri otto anni. Il nuovo contratto entrerà in vigore dal 1° luglio 2020 e permetterà ai gialloneri di ricevere dallo sponsor tecnico oltre 30 mln. € annui (250 mln. di euro complessivi). Che balzo.

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Paolo A.G. Pinna 

Fonte foto: ilposticipo.it

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