Una settimana nel pallone: il meglio e il peggio del calcio da zero a dieci

Una settimana nel pallone: il meglio e il peggio del calcio da zero a dieci

Quindicesima puntata della rubrica dedicata a statistiche, curiosità e stranezze: dall’ennesimo esonero di Cellino passando per il sesto Pallone d’Oro di Messi fino ai momenti di difficoltà di Napoli e Atletico Madrid. Scoprite i protagonisti e i momenti che resteranno indelebili

Zero: i punti ottenuti da Fabio Grosso nei tre incontri alla guida del Brescia. Il presidente Cellino ha deciso di sollevarlo dall’incarico e richiamare Eugenio Corini. È l’ottavo cambio in panchina in due anni e mezzo di gestione del patron sardo. Mangia-allenatori.

Uno: il k.o.incassato dal Bayern Monaco in 88 gare di Bundesliga in cui Thomas Müller è andato a segno. Sabato contro il Leverkusen, dopo un filotto di 82 vittorie e 5 pareggi, per la prima volta nella storia una marcatura del 30enne bavarese (sbloccatosi in seguito a un digiuno di 1356 minuti, il più lungo per lui nella competizione) non ha evitato la sconfitta. C’è sempre la prima volta.

Due: le reti subite all’esordio in prima squadra da Stefano Turati, estremo portiere diciottenne che domenica ha difeso i pali del Sassuolo contro la Juventus. Il match del Mapei Stadium ha messo in scena il confronto tra il portiere più giovane di questo campionato e quello più anziano, Gianluigi Buffon. Ventitré gli anni di differenza tra i due, 8621 giorni. Non vi era mai stata una forbice così ampia in una sfida di Serie A. Generazioni a confronto

Tre: i titoli conquistati da Fabio Cannavaro nelle vesti di allenatore. L’ultimo in ordine cronologico è stato la Chinese Super League, massimo torneo cinese (per il Guangzhou è l’ottavo negli ultimi nove anni). Decisivo il 3-0 inflitto allo Shanghai Shenhua di El Shaarawy (in campo per 35 minuti). Per l’ex difensore di Inter e Juventus è un riscatto: nelle scorse settimane si è sempre opposto all’allontanamento “caldamente consigliatogli” dai quadri societari. Indomito.

Fonte foto: FC Barcelonas Noticias

Quattro: i premi individuali ricevuti da Megan Rapinoe nel 2019. La vittoria del Mondiale le ha consentito di fare propria la Scarpa d’Oro (6 reti) e il Pallone d’Oro della competizione, il Best FIFA Women’s Player e, dulcis in fundo, il Pallone d’Oro femminile. Un anno da incorniciare per la 34enne di Redding (California). Chapeau.

Fonte foto: Sportmediaset

Cinque: le gare – tutte in trasferta – in cui sono andati a segno sia Romelu Lukaku che Lautaro Martinez. Il duo Lu-La ha messo a referto 18 reti in Serie A, 24 considerando anche la Champions League, e sta contribuendo ad uno strepitoso avvio di campionato: i 12 successi nelle prime 14 partite rappresentano il record assoluto per la società. Coppia d’assi.

Sei: i palloni d’Oro vinti da Lionel Messi, mai nessuno come lui. L’argentino stacca l’eterno rivale portoghese (fermo a cinque) giunto terzo in classifica. L’attaccante bianconero negli stessi minuti – a Milano – si è potuto consolare con il premio di miglior giocatore della scorsa Serie A al Gran Galà del Calcio. Immensi.

Sette: gli incontri di fila in cui l’Atlético Madrid ha concesso almeno una rete. È la peggior striscia da quando Simeone è approdato sulla sponda rojiblanca del Manzanarre; è necessario trovare e riparare le crepe in un muro un tempo impeccabile. Nastro, stucco e tanta pazienza.

Otto: le gare consecutive senza successi per il Napoli tra campionato e Champions (sei pareggi e due sconfitte). L’ultima vittoria è datata 23 ottobre (2-3 al Salisburgo). La debacle incassata dal Bologna al San Paolo (2-1) ha convinto Ancelotti a indire un ritiro a partire da mercoledì. Pugno duro

Novele stagioni (dal 1998-99 al 2006-07) trascorse all’Arsenal da Fredrik Ljungberg. Il 42enne venerdì ha assunto ad interim la guida tecnica dei Gunners: il club ha infatti esonerato Unai Emery dopo il k.o. in Europa League contro l’Eintracht Francoforte (1-2). Al debutto in panchina la gloria del calcio svedese ha ottenuto un pareggio (2-2) con il fanalino di coda Norwich. C’è tanto da lavorare.

Dieci: la percentuale di quote azionarie del City Football Group, holding controllata dal fondo Abu Dhabi United Group e proprietaria – tra le altre – del Manchester City, acquistate al prezzo di 500 milioni di dollari dalla Silver Lake (società di private equity). Si tratta della valutazione più alta mai fatta per un club. Il Financial Times ha sottolineato che tale azienda, interessatasi in passato al Chelsea, è entrata nel calcio inglese in virtù dei lauti introiti derivanti dai diritti tv. Manṣūr Al Nahyān è riuscito a inserire la poco nobile Blue Side of Manchester nell’elite. Miracolo dei petroldollari.

Paolo A.G. Pinna 

Fonte foto: CalcioMercato.com 

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