Massimiliano Esposito: “Napoli, si vede la mano di Gattuso. Barça? Tutto è possibile”

Massimiliano Esposito: “Napoli, si vede la mano di Gattuso. Barça? Tutto è possibile”

L’ex centrocampista azzurro promuove Ringhio: “Sta dando alla squadra quella convinzione che si era persa”. Sullo scudetto: “Juve favorita, ma oltre all’Inter anche la Lazio può giocarsela”

Ha girato tantissime squadre, ma un posto speciale nel proprio cuore non può che averlo il Napoli. E’ Massimiliano Esposito, ex centrocampista offensivo ora allenatore delle giovanili del Padova, che ci ha detto la sua sul futuro degli azzurri, ma anche sulle altre squadre del campionato. Ecco l’intervista completa.

Massimiliano, partiamo dal Napoli: come valuti le prime settimane di Gattuso?
“In tempi non sospetti avevo detto che il suo arrivo, conoscendo la sua determinazione, avrebbe potuto portare vantaggi. Il lavoro di un allenatore si vede dopo 30-40 giorni e così è stato. Ci sono stati innesti importanti, uno su tutti Demme che è un grande giocatore di corsa e tecnica che mancava a questo Napoli, in più il successo sulla Juve ridarà quella convinzione che la squadra aveva perso. La classifica è quella che è, recuperare posizioni non sarà facile, ma dovesse arrivare quinto o sesto Gattuso avrà fatto un grandissimo lavoro”.

Si avvicina la sfida di Champions contro il Barcellona. Quante possibilità dai agli azzurri?
“Ci vuole l’effetto del San Paolo perché la spinta che ti dà i tifosi è quasi unica. In quella partita ci si può aspettare di tutto, soprattutto in virtù del fatto che ora il Napoli è in salute e ha ritrovato fiducia e certezza. Potrebbe esserci la sorpresa, anche se poi devi andare lì al Camp Nou dove cambia tutto. Servirà la gara perfetta all’andata segnando almeno due gol senza subirne e poi non avere paura dell’atmosfera che ci sarà al ritorno”.

Nella lotta scudetto la Lazio può resistere fino in fondo?
“Assolutamente sì, adesso è una certezza. Nella testa di Simone Inzaghi e degli stessi calciatori c’è la convinzione di poter lottare fino alla fine”.

La Juventus resta la favorita?
“Resta la squadra da battere perché ha giocatori bravi in tutti i ruoli e una grande convinzione nei propri mezzi, però il vantaggio è minimo. Dopo tanti anni di vittorie, può capitare una leggera flessione, lì devono essere brave quelle che stanno dietro, Inter soprattutto”.

Immobile sta disputando una stagione strepitosa: può superare il record delle 36 reti di Higuain?
“Credo di sì. Sta facendo un campionato spettacolare, ha ritrovato una certa serenità e confidenza con il gol. Da qui alla fine ha tutti i mezzi e numeri per eguagliare e superare il record del Pipita”.

Per il 4° posto probabilmente sarà una lotta tra Roma e Atalanta. Chi vedi meglio?
“Hanno entrambe un bel gioco, giocano palla e danno spettacolo. Ci sono due ottimi allenatori, hanno fiducia nei propri mezzi. Al momento vedo meglio l’Atalanta perché è più serena e libera e perché nell’ambiente Roma, dopo la partenza di Florenzi, un po’ di caos ci sarà”.

A proposito di Florenzi, come giudichi la sua scelta di andare al Valencia?
“Immagino sia stata una scelta molto ponderata perché sappiamo quanto ci tiene alla Roma. Ha deciso così per giocare e non perdersi l’opportunità di disputare l’Europeo, infatti è stato ceduto in prestito e non a titolo definitivo”.

Da giocatore, come ti vivevi il calciomercato di gennaio?
“Io cambiavo sempre a fine stagione, solo un anno nel 2002 sono passato dal Brescia al Chievo perché giocavo poco. E’ un mese dove lo spogliatoio non è tranquillissimo perché le voci di mercato che riguardano te o i tuoi compagni ti distolgono dalla concentrazione per un allenamento o una partita”.

Quali sono i giocatori più forti con cui hai giocato?
“Ho avuto la fortuna di giocare con Futre alla Reggiana, con Guardiola e Baggio al Brescia e con Boksic, Signori e Casiraghi alla Lazio quindi ho avuto grandi compagni”.

Ce n’è uno invece che sembrava forte, ma che non è ‘sbocciato’?
“Ricordo alla Ternana Luis Jimenez. Lo aiutai a crescere, andò all’Inter, ma da lì si perse. Per le qualità che aveva, soprattutto tecniche, secondo me poteva dare molto di più”.

Fonte foto: gianlucadimarzio.com

Francesco Carci

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