Brehme: tutto e niente

Brehme: tutto e niente

La storia dell’uomo che con il suo rigore ha deciso “Italia ’90” ma che poi è iniziato una vertiginosa caduta, per poi ritrovare la luce

La vita certe volta sa essere veramente beffarda, o forse siamo noi, con i nostri atteggiamenti a renderla tale.

Non sono qui per fare demagogia o filosofia spicciola, ma semplicemente per raccontarvi la storia dell’uomo che ha deciso il mondiale italiano del 1990.

La storia travagliata di Andreas “Andy” Brehme.

L’8 luglio del 1990, Brehme era già un giocatore di livello mondiale, il suo palmarès personale era già ricco: un campionato tedesco, una coppa di Germania e poi la nostra serie A, vinta con l’Inter ma gli mancava ancora l’alloro più importante, il Mondiale.

Quella sera la Germania Ovest arrivava da favorita, è vero che nell’Argentina c’era Maradona, ma il resto della squadra era inferiore ai teutonici, i quali potevano contare anche sulla voglia di rivincita rispetto alla finale persa quattro anni prima sempre contro gli argentini.

La gara non fu bella e proprio nel momento in cui sembrava destinata ai supplementari, l’arbitro messicano Mendéz, concede un rigore ai tedeschi.

Sul dischetto si sarebbe dovuto presentare il capitano e simbolo di quella squadra,Matthaus , ma non fu così.

Cosa era successo?

Era successo che Matthaus aveva subito un piccolo infortunio ed aveva preferito lasciare il compito a quel terzino che non si riusciva a capire, per quanto calciava bene il pallone, se fosse mancino o meno.

Infondo Matthaus lo conosceva bene e aveva dichiarato che Brehme era il giocatore più forte con cui aveva giocato.

Ed “il giocatore più forte con cui Matthaus aveva giocato” non si tirò indietro, calciò il rigore e regalò il Mondiale a sé stesso ed ai suoi compagni.

La sua carriera continuerà alla grande: vincerà una Coppa UEFA, sempre in quello stadio, contro la Roma, un’altro campionato ed una coppa di Germania col Kaiserslautern.

I problemi, per lui iniziarono dal momento del ritiro.

Provò a diventare allenatore, ma il Kaiserslautern e addirittura l’Unterhaching lo esonerarono.

Brehme però fu fortunato perché il suo ex allenatore, Trapattoni, lo chiamò per fargli da secondo quando nella stagione 2005-2006 andò ad allenare lo Stoccarda.

Dopo quell’avventura ci furono solo problemi: iniziò ad accumulare debiti su debiti e per un certo periodo cadde anche nella rete dell’alcol, non fu un periodo facile, tanto che l’ex terzino campione del mondo, dichiarò bancarotta.

Ricevette un ulteriore schiaffo, da parte di un altro ex calciatore: Olivier Straube.

Straube era responsabile di una ditta di pulizie e gli propose, con un pizzico di cattiveria e molto realismo di andare a pulire i bagni per la sua ditta.

Fortunatamente per lui arrivò il Bayern Monaco a dargli una mano e fu reclutato come osservatore.

Brehme è stato sulle montagne russe troppo tempo, adesso vole la sua stabilità.

Fonte foto: Calcio scout

Firma: Alessandro Nardi

L’articolo Brehme: tutto e niente proviene da Passione del Calcio.

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