Serie A: Club unanimi sulla ripartenza. Milan e Roma hanno già il piano per il futuro.

Serie A: Club unanimi sulla ripartenza. Milan e Roma hanno già il piano per il futuro.

La Lega Calcio vota compatta sulla ripresa del campionato. Rossoneri e giallorossi preparano i rispettivi centri sportivi per la ripresa, ma guardano anche oltre.

Nella conference-call di stamattina (martedi 21 aprile ndr), le venti società di Serie A hanno votato unanimi e compatte un documento a favore della ripresa del campionato. La volontà dei club è quella di portare a termine la stagione 2019/20, ma ovviamente attenendosi alle disposizioni del Governo – che sta decidendo se dare il via libera o meno – e nel pieno rispetto delle normative sanitarie in atto e in conformità ai controlli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori. E proprio al riguardo ci sono alcuni club di Serie A che si sono già portati avanti con il lavoro.

Nello specifico Milan e Roma hanno già pianificato la possibile ripresa e il primo passo è stato quello di sanificare i propri centri sportivi. Ma non è tutto, perchè i giallorossi in particolare, hanno mosso un ulteriore passo, sottoponendo i propri tesserati ai tamponi per riscontrare la loro eventuale positività al Coronavirus. I test sono stati effettuati presso il Campus Biomedico di Trigoria e hanno visto protagonisti anche i familiari dei calciatori e dello staff staff tecnico. Se tutti i test dovessero avere esito negativo si procederà poi alla Fase 2, con la ripresa vera e propria degli allenamenti a partire dal 4 maggio. Ovviamente se il Governo darà il via libera. Gli allenamenti vedranno la squadra divisa in gruppi di massimo 5/6 persone.

I giocatori in una sessione di allenamento estiva

Dal canto suo il Milan, ha spedito invece una lettera di convocazione per far rientrare in italia entro il prossimo 23 aprile i calciatori stranieri che erano tornati nei loro Paesi d’origine. In particolare parliamo di: Begovic, Calhanoglu, Kjaer, Leao, Paquetà e Ibrahimovic. La convocazione è propedeutica alla ripresa degli allenamenti anche in casa rossonera e permetterà ai sei calciatori in questione di osservare l’autoisolamento volontario di due settimane, per verificare una loro eventuale positività che in caso di esito negativo, li vedrà pronti a tornare in campo.

James Pallotta, presidente della Roma

Ma in queste settimane, Roma e Milan sono state protagoniste anche di altre notizie: i giallorossi hanno raggiunto l’accordo tra club e calciatori per il taglio degli stipendi; si tratta di una doppia opzione che sarà messa in pratica in base al fatto se si tornerà a giocare o meno. Nel caso che si torni in campo e la stagione finisca, i calciatori della Roma, hanno rinunciato al taglio dello stipendio del mese di marzo e hanno accettato la spalmatura per i mesi di aprile, maggio e giugno sui premi per gli obiettivi da raggiungere. In caso che invece non si torni a giocare, i calciatori della Roma hanno scelto di rinunciare a tutte e quattro le mensilità in questione. A priori dalla scelta, queste misure avranno anche un notevole impatto sul prossimo bilancio in chiusura il prossimo 30 giugno: infatti questo consentirà un notevole abbattimento del passivo, che unito al taglio del monte ingaggi e alle plusvalenze sulle cessioni, permetterà alla Roma di chiudere con un passivo intorno ai 150 milioni. Una cifra che per 3/4 sarà ricoperta dalla ricapitalizzazione di Pallotta. Tutti atti propedeutici ad una possibile ripresa della trattativa tra il presidente giallorosso e Dan Friedkin: ma se cosi sarà, il tutto avverrà dopo il 30 giugno. Le due parti dovranno trovare un nuovo accordo sul prezzo, di molto inferiore ai 710 milioni pattuiti e dovranno trovare un nuovo accordo sulla Due Diligence.

Ivan Gazidis nel centro sportivo di Milanello

Ma il futuro societario tiene banco anche in casa Milan, dove dalle prossime settimane il fondo Elliot potrà gestire liberamente gli investimenti e inizierà a mettere in atto la strategia di riorganizzazione a cui sta lavorando Gazidis. Dunque tutto sarà più chiaro sulla permanenza o meno in società di Paolo Maldini, cosi come si inizierà a delineare il futuro di Gigio Donnarumma, in scadenza nel 2021 e poco disposto a ridursi l’ingaggio 6 milioni annui. Anche qui la scelta dei tagli al monte ingaggi rientra nella strategia di Elliot e sarà imposto un tetto salariale allo stesso che non dovrebbe superare i 2,5 milioni di euro annui e che come effetto vedrà un ringiovanimento della rosa. Questo ultimo aspetto potrebbe essere affidato a Rangnick.

Leonardo Tardioli

Fonti foto: Acmilan.com; ilromanista.eu; calcioefinanza.it; zon.it

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