Didattica sulle società sportive. Sfogliamo l’organigramma

Didattica sulle società sportive. Sfogliamo l’organigramma

Sviscerando la piramide di una squadra di calcio, incontriamo partendo dall’alto tante figure che poco conosciamo, ma che in realtà lavorano con molta importanza nell’ombra

Sentiamo continuamente informazioni di carattere sportivo, e
forse non ci siamo mai chiesti, in effetti quale possa essere l’organigramma di
una società di calcio. Presidente e proprietario a parte, che molto spesso
coincidono, seguendo la linea piramidale incontriamo subito dopo l’amministratore
delegato, con potere di firma e di rappresentanza, in mancanza del primo. In
situazioni particolari è anche facente funzioni del vice presidente.

Un ruolo che spesso ci confonde con l’ultimo trattato, ma
che in realtà ha compiti ben diversi è quello del direttore generale, che in
effetti ci si avvicina molto. E’ una figura a carattere esclusivamente
dirigenziale e presenta i resoconti finanziari all’amministratore delegato con
il quale collabora strettamente. E’ incisivo per quel che concerne le
operazioni di mercato in entrata e uscita della squadra.

Entrando nel merito delle gerarchie di rappresentanza con la rosa dei giocatori, troviamo innanzitutto il direttore sportivo che fa da collante tra i tesserati e la società e ha, insieme al direttore generale, peso specifico in sede di mercato, gestendo i rapporti e i suggerimenti che il tecnico dà, inoltrandoli infine in amministrazione. A seguire troviamo il direttore tecnico, una sorta di allenatore in versione 2.0 che con esso collabora strettamente mantenendo saldo ed in armonia lo spogliatoio. Vi sono parecchi requisiti che deve possedere, e tutta una serie di abilitazioni.

L’allenatore, la figura più conosciuta, insieme ai calciatori ha un doppio ruolo fondamentale: oltre alla totale gestione di tattica, spogliatoio, calciatori e risultati nelle partite giocate con obiettivi annessi, deve gestire la grana di avere il carisma di sapersi interfacciare con la stampa riuscendo a svolgere il ruolo di scudo a difesa e soprattutto tutela dei suoi tesserati. E’ solitamente il primo ad essere elogiato in caso di successi e il più ricusato in caso di disfatta.

Al suo fianco, un po’ in sordina, troviamo l’allenatore in seconda. Spalla e occhi e orecchie del mister, si occupa prevalentemente della seconda squadra e dell’organico della primavera. In determinate squadre troviamo un altro tecnico che si occupa dei più giovani calciatori, distinguendo i due ruoli.

Preparatore atletico e dei portieri hanno il medesimo
compito con dei tecnicismi diversi, a causa di differenti ruoli attenzionati. I
primi si occupano dei giocatori che partono dalla difesa sino ad arrivare alla
fase offensiva, i secondi hanno un programma speciale per i portieri, essendo
un ruolo più statico che richiede un allenamento specifico.

Altri due caselle sono molto importanti che collaborano parallelamente, e sono quelli del medico sportivo e del fisioterapista. Il primo si occupa dell’integrità fisica di ogni singolo calciatore, l’ultimo ha a cuore la riabilitazione dagli infortuni degli atleti.

L’osservatore è un po’ il tiratore scelto della squadra. Lavora da solo con l’intento di riuscire a scovare il potenziale campione in giro per il mondo. Metodiche differenti di ricerca privilegiano l’uno o l’altro scout, ma il fiuto e l’istinto devono essere armi fondamentali da possedere.

Il magazziniere, che potrebbe sembrare una figura elementare
ma non lo è affatto, ha il ruolo di curare tutta l’attrezzatura e il materiale
a disposizione dei tesserati.

Vivaio e ovviamente i calciatori sono gli ultimi due settori che conosciamo molto bene e del quale si può fare a meno di parlare, in quanto costantemente sotto i riflettori.

Foto: avvocaticalcio

Cesare D’Agostino

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