Ciao Mariolino

Ciao Mariolino

Mario Corso è stato protagonista nella Grande Inter di mister Herrera. E’ deceduto, all’età di 78 anni, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale. I nerazzurri gli renderanno omaggio domani portando il lutto al braccio nella gara contro la Sampdoria e con un minuto di raccoglimento

Mariolino Corso rimarrà per sempre nella storia dell’Inter essendo una stella del firmamento nerazzurro. Quel suo piede mancino riuscì a disegnare traiettorie impossibili, le sue punizioni a ‘foglia morta’ divennero famose. Mariolino ha poi raccontato: ‘Fu un’intuizione del mio allenatore a San Michele Extra (frazione di Verona città Natale di Mariolino), vide che avevo un piede buono, delle possibilità e dopo l’allenamento mi fermavo tutti i giorni anche un’ora o due a calciare le punizioni’. Le sue punizioni planavano in porta lasciando di stucco i portieri. Juninho Pernambucano, ex centrocampista del Lione nei primi anni 2000, Alex Del Piero e Andrea Pirlo si sono ispirati sicuramente anche a lui.

Corso era un’ala sinistra d’attacco, innescava i compagni con giocate geniali. Riconoscibile dai calzettoni arrotolati, in onore a Omar Sivori, fece il suo debutto a 16 anni, in una partita di Coppa Italia contro il Como vinta per 3-0 dall’Inter, realizzando il gol del 2-0 e diventando il più giovane marcatore della storia interista. Successivamante diventa una colonna della Grande Inter, risultando spesso determinante per assist e gol (96 reti in nerazzurro compresi i due gol decisivi nella Coppa Intercontinentale vinta nel ’64). Spesso si isolava sulla fascia e si estraniava dal gioco per diversi minuti, salvo poi riaccendersi all’improvviso creando la giocata decisiva. Mariolino tornava a coprire la fascia raramente, era lasciato libero di esprimersi in modo da trovare i corridoi per i compagni con più lucidità.

Con la maglia dell’Inter ha ottentuo 4 scudetti, ’63, ’65, ’66 e ’71, 2 Coppe dei Campioni, ’64 e ’65 e 2 Coppe Intercontinentali ’64 e ’65. Chiuse la carriera con la casacca del Genoa.

Con la Nazionale azzurra ha collezionato 23 presenze andando in rete 4 volte. Il suo modo di stare in campo era atipico e i ct dell’epoca non vollero scommettere su Corso. Pertanto non disputò nè i mondiali e nè gli europei.

Alla prima esperienza in panchina con la Primavera del Napoli conquistò il campionato 78/79 che ancora ad oggi resta l’unico tricolore per i pertenopei in questa categoria.

Si tolse la soddisfazione di allenare anche l’Inter, quando nel novembre 1985 subentrò a Ilario Castagner. Il 6 aprile 1986 vinse il derby contro il Milan di ritorno per 1-0, in quella che è stata la prima stracittadina per il patron rossonero Silvio Berlusconi. L’Inter chiuderà il campionato al sesto posto, davanti ai cugini per un solo punto che è valso la qualificazione alla Coppa Uefa.

Per Passione del calcio è intervenuto sia in radio che sul sito partecipando a questa intervista corale CLICCA QUI

Questa è la frese che Mariolino aveva rilasciato per noi:

La mia vita fin da piccolo è stata caratterizzata dal calcio. Sono stato molto fortunato nell’ essere diventato un giocatore professionista. Saluto tutti i tifosi con grande affetto e voi di passionedelcalcio, in particolare Stefano e Erika che ormai sono dei miei amici’.

La redazione di passionedelcalcio si stringe al dolore dei familiari.

Caro amico nostro Mariolino ora continuerai a brillare dall’alto!

Fonti foto: Post.it; Gazzetta.it

Stefano Rizzo

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