Coppa Italia, passa la Juventus

Coppa Italia, passa la Juventus

Allo Stadium finisce 0-0 e bianconeri avanti grazie al pari dell’andata

La Juventus è la prima finalista di Coppa Italia. Il match di ritorno contro il Milan finisce a reti bianche e la squadra di Sarri passa il turno grazie all’1-1 maturato a San Siro. Ma le note positive in casa Juve finiscono qui: infatti i bianconeri non hanno giocato una buona partita, nonostante abbiano creato più occasioni del Milan e sbagliato un calcio di rigore con Cristiano Ronaldo. Il fulcro dell’analisi è capire fin dove arrivino i meriti del Milan, che ha giocato in dieci per più di settanta minuti e dove inizino i demeriti della Juventus.

Le due squadre schierate per il minuto di silenzio prima dell’inizio del match

Le formazioni sono quelle annunciate alla vigilia, con Sarri che schiera i suoi con il 4-3-3, utilizzando Ronaldo come punta centrale, con Dybala a destra e Douglas Costa a sinistra, mentre in difesa gioca Danilo come terzino destro al posto di Cuadrado. Pjanic invece è il regista, con Bentancur e Matuidì ai suoi fianchi. Pioli risponde con un 4-2-3-1, che assicura al Milan compattezza e dinamismo e dove l’unica pedina fuori ruolo è Paquetà, schierato da esterno destro alto. Rebic funge da terminale offensivo con Bonaventura alle sue spalle e Calhanoglu esterno sinistro.

Il tocco di Conti che decreterà il rigore per la Juve

La Juventus sviluppa inizialmente il suo gioco sulla fascia sinistra dove l’asse brasiliana composta da Alex Sandro e Douglas Costa crea il primo pericolo dopo un minuto, con il numero undici bianconero che calcia di poco al lato. La svolta del match arriva intorno al quarto d’ora, quando prima viene assegnato un rigore alla Juve – mani di Conti, rivisto al Var da Orsato – calciato sul palo da CR7 e sul ribaltamento di fronte Rebic stampa il suo piede destro sul petto di Danilo durante un contrasto aereo: espulsione netta e Milan in dieci per il resto della partita. Ma quello che all’apparenza può sembrare l’episodio che indirizzerà il match in un’unica direzione, invece si rivela determinante in senso contrario: il Milan si compatta ulteriormente difendendo con le unghie e con i denti lo 0-0 e provando a riversarsi in avanti appena possibile. La Juve riesce a far girare il pallone, ma la sua manovra non trova sbocchi: pochi movimenti senza palla, poca profondità, Dybala fuori posizione nel ruolo di esterno destro e un Ronaldo che oltre ad essere lento e macchinoso è anche poco lucido. Il Milan concede pochi spazi e nel finale di primo tempo riesce anche ad uscire bene e a due tocchi, prendendo di sorpresa la difesa alta della Juve, ma non punge. Ad impostare il gioco per i bianconeri è quasi sempre Bonucci che si sgancia fino alla trequarti offensiva e questo fa si che Pjanic tocchi pochissimi palloni, risultando uno dei peggiori in campo e venendo sostituito a metà ripresa. La Juve riesce anche ad impegnare Donnarumma nel finale di tempo prima con Matuidì e poi con un tiro lento di Ronaldo.

Orsato rivede l’azione al Var

Stesso copione nella ripresa, con il Milan che sfiora il gol al settimo con un colpo di testa di Calhanoglu che finisce al lato. Il questa circostanza il turco viene servito molto bene da Bonaventura, il quale aveva assicurato fin lì molto dinamismo ai rossoneri e quasi c’è da restare increduli quando Pioli lo toglie per inserire Leao. Proprio i cambi sono la cosa che ha funzionato meno nel Milan, perché invece di dare il cambio di passo che si sperava, depotenziano la squadra che comunque riesce a rimanere viva credendoci fino alla fine. Nemmeno alla Juve i cambi riescono a dare il cambio di passo sperato, con Sarri che cambia 2/3 del centrocampo inserendo Khedira e Rabiot per Pjanic e Matuidì, con Bentancur che si sposta al centro. Impalpabile anche Bernardeschi – subentrato a Douglas Costa –  e spesso ripreso dal suo allenatore. Poche le azioni degne di nota: ci prova Dybala a giro, Kjaer sfiora il gol di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo sull’altro versante e Alex Sandro impegna Donnarumma nel finale.

Stefano pioli dà indicazioni ai suoi

Alla fine ci resta un Milan che
non ha sfigurato e che ai punti, visto anche quanto fatto vedere all’andata,
avrebbe meritato il passaggio del turno: una prestazione di squadra, compatta e
che vede il suo emblema in un recupero in velocità di Romagnoli su Ronaldo a
metà ripresa, con il portoghese lanciato verso la porta. La Juventus continua a
mostrare poco sotto l’aspetto del gioco e se vorrà portare a casa la Coppa
Italia mercoledi prossimo, ha tanto da migliorare rispetto a questo match.

Leonardo Tardioli

Fonti foto: Ansa.it; Tuttosport.com

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