Dio perdona, Riga-nò!

Dio perdona, Riga-nò!

La storia rocambolesca del bomber operaio che ha fatto impazzire i tifosi della Fiorentina e del Messina

Ci vuole una storia come quella di “Bomber Riganò” forse trita e ritrita, forse (da un certo punto di vista) scontata, che va a riprendere il concetto di quella canzone che diceva “uno su mille ce la fa” e che forse ha stufato parte delle persone che ogni giorno mettono, diligentemente, da parte un sogno per dedicarsi ad una solida (?) realtà.

Sì, ci vuole una storia come quella di “Bomber Riganò” che fino a 25 anni lavorava come tappezziere per aiutare la propria famiglia, la quale non stava passando un momento roseo e che si accontentava di giocare in quelle categorie dove gli allenamenti non si fanno la mattina e neanche il pomeriggio ma la sera quando tutti, calciatori ed allenatore, hanno finito di lavorare.

Si accontentava di giocare in quei campetti dove, se per caso eri allergico alla polvere e ti dimenticavi gli antistaminici a casa, non te la saresti passata assolutamente bene.

E faceva gol, ma questo è un discorso marginale, perché lui i gol li ha sempre fatti ovunque abbia giocato.

In quegli anni approda anche al Messina che ancora non era la squadra che avrebbe raggiunto e sfidato le grandi del calcio italiano negli anni successivi, ma come Riganò, si accontentava di giocare tra i dilettanti.

Non fu una grande stagione, Christian ha messo a segno appena 3 reti in 29 partite ed a fine stagione fu ceduto ma i due “promessi” non si erano detti addio, ma solo arrivederci.

Poi dopo due anni positivi all’Igea Virtus Riganò viene chiamato, nell’estate del 2000, al Taranto che in quel periodo giocava in serie C-2: era un occasione da non perdere ed infatti il nostro “Bomber operaio” la butta dentro in tutti i modi ed in due stagioni mette a segnò 41 gol che gli aprono le porte della Fiorentina (allora “Florentia Viola”) che era precipitata in serie C-2 dopo il fallimento.

Qui ottiene la sua consacrazione e con i viola arriva fino alla serie A e anche lì riesce a segnare ma 4 gol in 18 presenze sono troppo pochi per meritare la riconferma e così i Della Valle decidono di puntare su Luca Toni ( e come dargli torto!)

E i “Promessi sposi” fanno pace e si rincontrano: Riganò torna, dopo l’esperienza all’Empoli sempre in massima serie (5 gol), a Messina e questa volta è amore: mette a seno 19 gol in serie A e si dimostra essere un attaccante di razza e non di categoria, così quando gli si presenta l’occasione di andare a giocare nella Liga con il Levante la coglie al volo, ma le cose non andarono bene: non si adatta e 4 gol in sei mesi gli garantiscono un biglietto di ritorno in Italia, al Siena, poi a Terni a Cremona per poi tornare sui campetti simili a quelli degli esordi.

Sì, ci vuole proprio una storia come quella di “Bomber Riganò” perché un raggio di sole può colpire tutti: basta sgomitare per mettersi abbastanza avanti.

Fonte foto: messinasportiva.it

Firma: Alessandro Nardi

L’articolo Dio perdona, Riga-nò! proviene da Passione del Calcio.

Continua a leggere

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here