Juve, la sconfitta in Coppa Italia passa dal gioco

Juve, la sconfitta in Coppa Italia passa dal gioco

Un’analisi delle prestazioni dei bianconeri con un occhio alla ripresa del campionato

E anche quest’anno il sogno triplete della Juventus è sfumato. Con la sconfitta in finale di Coppa Italia contro il Napoli, la squadra allenata da Maurizio Sarri vede sfumare uno degli obiettivi stagionali, che abbinati all’altra sconfitta in Supercoppa Italiana dello scorso dicembre fanno salire a due le finali consecutive perse dai bianconeri. Un dato insolito a cui non eravamo abituati, vedendo i trofei conquistati dalla Juve negli ultimi anni.

Soffermandoci ad analizzare la
finale persa contro il Napoli, si deve partire necessariamente dal gioco dei
bianconeri, che al momento è inespressivo: tanto possesso palla, ma poca
concretezza. Squadra che non si muove senza palla e nessuna profondità da parte
dell’attacco bianconero. Questo è quello che più si evince dagli ultimi due match
giocati. Un copione, quello visto contro il Napoli tale e quale, se non
peggiore di quello visto venerdi sera nella semifinale contro il Milan: infatti
almeno in quella circostanza la Juventus aveva creato qualche occasione
impegnando Donnarumma, mentre in finale, l’occasione più pericolosa con cui ha
impegnato Meret, è stata il tiro dal limite dell’area di Cristiano Ronaldo ad
inizio partita. E proprio lo stesso CR7
è stato tra i peggiori in campo in entrambi i match: troppo lento e troppo
macchinoso e si tratta di un aggravante, considerando i video degli allenamenti
personali svolti durante il periodo di quarantena. Certo, non è come fare vere
e proprie sessioni sul campo – anche se Ronaldo si è allenato anche a  Madeira con la squadra locale – ma è comunque
un punto su cui soffermasi e che in parte spiega anche la mancata profondità
della squadra; a questo va aggiunto anche il fatto che Ronaldo preferisce
giocare da esterno e che rende meglio in quella posizione e che si è trovato a
giocare da punta centrale nelle ultime due partite, per l’assenza di Higuain. Certo
è che la Juventus non gioca da squadra e non si muove in sincronia come vorrebbe
Sarri, ma allo stesso tempo trovarsi a giocare con un centravanti adattato – CR7 ha ricoperto più volte e bene il
ruolo di punta centrale in passato anche prima di approdare a Torino – e in
scarse condizioni fisiche comporta necessariamente pochi movimenti e poca
profondità nella manovra. Chissà che in futuro non possa essere impiegato
Dybala in quel ruolo, avendolo già ricoperto nel suo primo periodo al Palermo e
non trovandosi bene nel ruolo di esterno destro offensivo, in cui l’ha impiegato
Sarri nelle ultime due partite.

In conclusione, ciò che emerge è una continuità con quanto fatto vedere dalla Juventus fino ad inizio marzo: infatti fino a quel momento la squadra di Sarri non aveva brillato per il gioco espresso e questo aspetto era stato spesso oggetto di critica da parte di tifosi e addetti ai lavori. Sono veramente poche le partite in cui la Juventus in questa stagione è riuscita ad esprimere una manovra corale e spesso si è aggrappata alle prodezze di alcuni singoli per restare a galla: Ronaldo su tutti. E quasi a stagione finita, non è ancora chiaro il ruolo di Pjanic in questa squadra e perché il bosniaco non abbia reso sin qui, quando doveva essere il fulcro della manovra. Senza un netto miglioramento del gioco diventa difficile pensare che questa Juventus possa competere fino alla fine nella lotta scudetto.

Leonardo Tardioli

Fonte foto: calcionapoli24.it

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