Lazio, come vincere uno scudetto con una cessione: l’ascesa di Simeone

Lazio, come vincere uno scudetto con una cessione: l’ascesa di Simeone

Dopo la delusione per lo scudetto perso all’ultima giornata con il Milan, Cragnotti ha il coraggio di vendere il centranti più forte del mondo per rivoluzionare la squadra

Nell’estate del 1998 il presidente Cragnotti riusciva nell’impresa di prelevare Cristian Vieri dall’Atletico Madrid per 55 miliardi di lire. Un anno e una Coppa delle Coppe dopo, il centravanti bolognese veniva ceduto all’Inter per la cifra record di 90 miliardi. Tutti i giornali scrivevano dell’operazione più onerosa della storia del calcio fino a quel momento. A leggere i vari articoli nel dettaglio, però, si scopriva che il club nerazzurro non aveva sborsato effettivamente tutta la cifra cash. Ai 69 miliardi finiti direttamente nelle casse dei capitolini veniva aggiunto il cartellino di Diego Pablo Simeone, valutato 21 miliardi.

Il Cholo (questo il soprannome che ha conservato tuttora che allena i Colchoneros) non aveva digerito la propria cessione alla Lazio. A Milano era un idolo dei tifosi, che lo vedevano come il maggiore baluardo nell’eterna lotta al Milan e alla Juventus. Gli stessi supporter biancocelesti avevano accolto tiepidamente l’arrivo del nuovo centrocampista e accusavano Cragnotti di aver indebolito la squadra con la cessione di Vieri. L’amarezza per lo scudetto perso all’ultima giornata contro i rossoneri gridava ancora vendetta.

L’inizio di stagione non fu esaltante per Simeone, giocava raramente titolare, veniva spesso sostituito quando partiva dall’inizio, poi improvvisamente la svolta. Il primo goal con la Lazio lo realizzò il 26 gennaio del 2000 in Coppa Italia, contro la Juventus. Proprio grazie alla sua incornata su angolo del solito Mihajlovic i biancocelesti riuscirono a vincere 2 a 1 all’Olimpico ed in virtù della sconfitta per 3 a 2 dell’andata a Torino, passarono il turno contro la Vecchia Signora.

La firma del Cholo arriverà anche nella finale della coppa nazionale contro la sua Inter, solito colpo di testa e 2 a 1 per la Lazio sui nerazzurri nel match d’andata. Lo 0 a 0 del ritorno consegnerà il trofeo agli uomini di Eriksson.

Un posto indelebile nei cuori dei laziali, Simeone se lo guadagnò grazie alle pesantissime reti in campionato. La sconfitta con il Verona datata 19 marzo aveva fatto scivolare la Lazio a -9 dalla Juve. La 27° giornata vide i bianconeri cadere contro il Milan e i biancocelesti vincere il derby con la Roma. Il distacco si era ridotto a 6 punti proprio a ridosso dello scontro diretto che venne deciso proprio dalla magia di Veron trasformata in rete dal centrocampista argentino di testa (ovviamente).

Nelle ultime 4 giornate il Cholo segnò altre 4 reti e sappiamo tutti come andò a finire quella stagione .Una grossa percentuale del secondo scudetto della Lazio è merito suo e della lungimiranza del presidente Cragnotti, capace di vendere il centravanti più forte del momento (Vieri) puntando su un giovane Inzaghi e su due centrocampisti sudamericani (Veron e Simeone).

Simeone sta facendo le fortune dell’Atletico Madrid, ma ha ribadito più volte che un giorno tornerà ed allenerà la Lazio, che gli è rimasta nel cuore, come il Cholo è rimasto in quello dei supporter biancocelesti.

FOTO: Cittaceleste.it

Marco Fabio Ceccatelli

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