Lecce-Milan: la vittoria dei quattro moschettieri – Analisi e Pagelle

Lecce-Milan: la vittoria dei quattro moschettieri – Analisi e Pagelle

Castillejo, Bonaventura, Rebic e Leao segnano i gol che danno alla squadra di Pioli i primi tre punti necessari alla rincorsa europea. Gioco e pressing dei rossoneri che si dimostrano lucidi e precisi nella manovra. Giallorossi troppo leggeri tatticamente per poter reggere il confronto

Parla spagnolo il Milan di Pioli nel primo tempo al Via del Mare di Lecce. Castillejo e Theo Hernandez spingono uno a destra e l’altro a sinistra, interpretano il ruolo degli esterni alti e bassi come insegnano gli inglesi: con ritmo e attacco della profondità. L’idea di Pioli è schierare il Milan con il 4-2-3-1 per attaccare profondo una delle squadre bandiera della Puglia. E’ una delle formazioni più propositive della serie A attuale, il Lecce di Liverani. Per farlo l’allenatore rossonero sceglie di alzare Calhanoglu a sinistra, di mettere Bonaventura al centro della trequarti e affidare a Castillejo la fascia destra. Tutti dietro all’unica punta Rebic, che si butta nello spazio verticale per aggredire la porta. L’intento è chiaro: pressare il Lecce, da subito. E non farlo giocare. Il piano tattico conferma il fatto che il Milan è sul pezzo. La squadra di Liverani da subito fatica a uscire palla al piede, la gara è saldamente nelle mani o per meglio dire nei piedi della squadra di Pioli.

Dopo quattro tiri in porta, tra il ’14°
e il 24° minuto, di Bonaventura, Kessiè e Castillejo due volte,
proprio il ragazzo nato a Malaga venticinque anni fa, segna.
Calhanoglu, che sull’azione si è spostato a destra, mette in area un
passante forte e teso, piatto destro del platinato (alla Vialli di
sampdoriana memoria) Castillejo e 1-0 meritato.

Il Lecce reagisce e prova a mettere in moto il suo castello offensivo composto da Saponara e Falco arretrati dietro al centravanti Lapadula, ma il grande ex non punge. Le spinte di Petriccione al centro del campo e del terzino Rispoli sulla fascia destra arrivano profonde a fine primo tempo, ma i passaggi sono imprecisi. Invece l’assistente di linea è molto preciso nel segnalare il fuorigioco di un piede di Meccariello da azione susseguente a calcio d’angolo. E giustamente annulla. Il primo tempo si chiude 1-0 per il Milan, con merito.

Appena ricomincia il secondo tempo Lapadula non c’è, la distorsione alla caviglia del primo tempo si fa sentire. Babacar entra al suo posto. Il Milan continua ad aggredire, ma il Lecce sembra più vivo: Tachtsidis imposta velocemente scrollandosi di dosso, per un attimo, il fantasma di Andrade il lento regista brasiliano della Roma di Liedholm 1989 e il Lecce è di colpo in area avversaria. Al ’53° fallo di Gabbia (entrato a fine primo tempo al posto dell’infortunato Kjaer) su Babacar e per l’arbitro è rigore. Dubbi a parte, batte Mancosu uno specialista: 1-1. Nemmeno il tempo di mettere la palla al centro che il Milan fa due gol. Prima Bonaventura raccoglie un tiro da fuori di Calhanoglu (che ormai gira a tutto campo) e con un tapin fa 2-1, poi Rebic col Lecce tutto sbilanciato in avanti alla faccia della tattica, corre in porta con tutta la metà campo aperta come faceva il figlio del vento Caniggia: 3-1 Milan.

Il Lecce prova a reagire, ma il Milan tiene e pressa ancora. Giro palla, pressing e affondi il suo repertorio. Al ’71° Conti scende da destra crossa sul secondo palo e Leao di testa segna come facevano i centravanti anni ’70, di prepotenza e in acrobazia. La partita finisce e il Milan lascia la rigogliosa terra di Puglia con tre punti. Un buon inizio per cominciare la rimonta.

Primo tempo ottimo del Milan per aggressività e sviluppo del piano tattico incentrato sul pressing e sugli esterni offensivi alti. Cinque tiri nello specchio e una sola occasione lasciata al Lecce. Nel secondo tempo dopo il pareggio subito su rigore, la squadra di Pioli ha reagito subito segnando due gol in due minuti che hanno chiuso la gara e dato fiducia nella rimonta europea. Lecce troppo fragile tatticamente e leggero nei contrasti, non è questa la strada che conduce alla salvezza.

Donnarumma: 6 Non deve compiere interventi decisivi, controlla l’area e dà istruzioni ai compagni sui calci da fermo. Viene spiazzato su rigore da Mancosu, per vincere i duelli Wester su rigore come contro Ronaldo ci sarà tempo.

Conti: 6 Pensa più a difendere che ad attaccare, ma è una direttiva di Pioli. Il Milan attacca da sinistra con Hernandez e a destra con Castillejo, il suo compito tattico è proprio proteggere tatticamente lo spagnolo. Compito che svolge molto bene. Partecipa con un cross al quarto gol di Leao.

Hernandez: 6,5 Gioca con personalità sulla corsia di sinistra. Spinge, nel primo tempo, come devono fare i terzini a sinistra: con forza e qualità tecnica. Il duello con Rispoli che lo attacca è equilibrato, quando imparerà a difendere sarà completo.

Romagnoli: 6 Controlla la zona centrale senza problemi, gli scappa una volta Lapadula e potrebbe essere gol se il tiro non fosse impreciso. Per diventare come Nesta, come lui sogna, serve proprio questo aspetto: non concedere nulla all’avversario.

Kjaer: 6 Tiene bene la posizione, è cresciuto con Pioli tatticamente nel posizionamento e nelle letture difensive. Esce per infortunio, unico neo di una buona partita. Dal ’40 Gabbia: 5,5 Entrare a freddo non è mai facile, si ritrova con un rigore dubbio contro al primo contrasto con Babacar: sfortunato ma anche precipitoso.

Bennacer 6: E’ un ottimo passista di centrocampo, gioco corto buono, lungo da rivedere. Qualche volta lasciato solo da Kessiè, fatica a contenere i centrocampisti del Lecce. Poi la partita è in controllo e lui si esalta quando deve tenere palla.

Kessiè: 6 Partita diligente tatticamente, tiene la posizione senza do di petto. E’ uno dei fautori del buon pressing di oggi del Milan, il che significa che sta crescendo tatticamente. Dal ’86 Paquetà: s.v.

Castillejo: 7 Il
migliore del Milan: giocatore offensivo e tattico. Entra subito in
partita, portando il pressing. E’ il simbolo dell’idea d’attacco
profonda del Milan. Partita piena e completa. Anche lui decisivo. Dal ’67 Salemaekers: s.v.

Bonaventura: 6,5 In posizione centrale da trequartista rende di più perché può guardare tutto il campo e sulla fase difensiva unirsi a Rebic componendo al meglio il 4-4-2 in fase di non possesso. Segna il gol del 2-1 un minuto dopo il pareggio del Lecce. Decisivo. Dal ’86 Biglia: s.v.

Calhanoglu: 6,5
Il fantasista turco parte a sinistra, ma poi si sposta a destra per
lasciare spazio alle discese di Hernandez. Suo l’assist per il primo gol
di Castillejo. Nel secondo tempo gioca a tutto campo e da un suo tiro
arriva il tapin di Bonaventura per il 2-1 del Milan. Ottima partita.

Rebic: 6,5 Vuole riscattare l’esplusione di Torino in Coppa Italia e ci riesce alla grande. Gioca centravanti e va profondo attaccando l’area con ottimi affondi. Segna alla Caniggia correndo per 60 metri di campo, è il 3-1 che chiude la partita. La sua nota più bella è la rincorsa su Rispoli sulla fascia destra fino alla linea di fondo dell’area del Milan. Dal ’67 Leao: 6,5 Entra con forza nelle gambe, e spinge in affondo. Segna un gol di testa anni ’70: tuffo acrobatico su cross. Le qualità ci sono, serve continuità e mentalità di gioco. Sempre.

Pioli: 7 Prepara benissimo la partita in aggressione per non far giocare il Lecce. Ottima l’idea di spostare quindici metri avanti Calhanoglu e Castillejo passando dal 4-4-2 al 4-2-3-1 per trovare la profondità e i gol. Come coach ha costruito una squadra quadrata, non è poco.

Le parole di Stefano Pioli: “Credo che non bisogna accontentarsi perchè si poteva fare meglio nel primo tempo. Siamo stati disattenti a rimettere in corsa gli avversrai ma siamo stati bravi a reagire subito. Siamo stati lucidi e determinati nel volere questa vittoria. La volavamo con forza alla ripresa di questo campionato, ora dovremo pensare alle prossime partite pensando a quanto sarà difficile dal punto di vista fisico. Abbiamo bisogno di spirito e morale per cercare di affrontare al meglio i prossimi match”.

Fonte foto: calciomercato.com

Matteo Quaglini

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